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Chi oggi percorre la Via Tiburtina a Roma incrocia solo outlet, “luccicanti” palazzi informatici, concessionarie automobilistiche, banche, finanziarie e di tanto in tanto gli “scheletri” delle vecchie fabbriche. Eppure ai lati della via consolare romana, in prossimità del G.R.A., lontano dagli sguardi, è cresciuto a spese della stessa valle dell’Aniene, un complesso industriale “moderno” dove ha sede la direzione "Strada dei Parchi S.p.A.”, concessionaria delle autostrade A24 (Roma-Teramo) e A25 (Torano-Pescara).
Parliamo del “terziario”, delle “infrastrutture”, dove nel XXI secolo i lavoratori e le lavoratrici, sono “chiamati” al lavoro saltuariamente per una manciata di mesi l’anno, lungo le tratte abruzzesi per l’esazione dei pedaggi autostradali. Disseminati e dispersi, e soprattutto “precari”, una sessantina di loro hanno deciso di sfidare “i signori delle strade” ed in 21 hanno vinto la causa in primo grado per la legittima assunzione a tempo pieno ed indeterminato e il conseguente pagamento di tutti gli arretrati dovuti dalla messa in mora (un calcolo medio prevede circa 50.000 euro per lavoratore/trice).
Dopo l’esito delle sentenze a favore dei ricorrenti, alcuni “nobili e buoni samaritani concertativi” (FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL Trasporti, UGL Trasporti e SLA-CISAL) si sono attivati quali portavoce delle “proposte di conciliazione” aziendali
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Strada dei Parchi S.p.A.:
Le vie della precarietà sono infinite
(veri e propri atti d’imperio che non lasciano spazio ad alcuna trattativa), premendo affinché tali “proposte” venissero accettate singolarmente da ciascuno degli “stagionali” in lotta, demolendodi fatto, l’unità di azione e conducendoli ad accettare i “diktat” aziendali a perdere che prevedevano meno di un terzo degli arretrati e assunzioni a part-time (anche verticale) con l’assegnazione del lavoro per zone. Meno che mai si sono prodigati per definire, con una trasparente trattativa, l’applicazione della sentenza.
E proprio per rivendicare i loro sacrosanti diritti, che gli stagionali autorganizzati nel Cobas Strada dei Parchi, hanno organizzato il 7 febbraio un presidio di protesta sotto la sede della società per costringerla alla riapertura della trattativa e al riconoscimento immediato di quanto stabilito dal tribunale “in nome del popolo italiano”. Di diverso avviso “la casta sindacale” che. l’indomani, in un comunicato, si è prodigata nel sostenere che ha “l’obbligo di pretendere la generale tenuta del sistema aziendale”.
In risposta, il 23 febbraio i lavoratori e le lavoratici hanno manifestatato a Chieti, presso la sede di uno dei due comproprietari delle autostrade A24 e A25, il gruppo "Toto”, per continuare a rivendicare i loro diritti.

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